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Ciao!
Il
mio nome è Mirka e vorrei raccontarvi la mia esperienza in Repubblica
Dominicana e la mia permanenza in Oné Respe per quasi 2 mesi.
Mettiamo
in ordine i pensieri e partiamo…
L’inizio
è stato abbastanza duro, sono scesa dall’aereo e mi sono ritrovata sola, in un
mondo nuovo e diversissimo dal mio dove tutti parlavano in spagnolo e non
capivo niente!
Ma
il peggio era che non sapevo spiccicare parola….!!!!
I
primi giorni mi sono guardata intorno, sono andata a Santiago, alle scuole, a
Santo Domingo, ad Haina….ho visto i quartieri più poveri di Gurabo, che sono
quelli con cui lavora la ONG.
Le
cose che più mi hanno impressionato sono quelle che io, nella mia mente
occidentale, non avevo neanche immaginato…voglio dire, malauguratamente, nelle
nostre teste la povertà è una cosa che ci figuriamo, ce l’hanno spiattellata in
faccia ogni Natale da quando siamo nati…il bambino povero che ha fame, che vive
in una baracca…e bene o male già avevo in testa lo scenario cui avrei
assistito.
No….le
cose più brutte sono la violenza e l’ignoranza che si respirano quasi ovunque…bambini
che si guardano con occhi pieni d’ odio e pugni serrati o altri che si tolgono
la cintura dei pantaloni per darla sulla schiena ad un compagno che li ha fatti
innervosire….o ragazzi che dopo un piccolo torto pensano di farsi giustizia da
soli con l’aiuto di un coltello e di amici a spalleggiarli…o donne che
raccontano durante una riunione che i loro mariti tornano a casa ubriachi e le
picchiano…o quando cammino tranquilla per la strada e dei ragazzi mi chiamano
fischiando come fossi un cane…
Il
peggio è che la povertà è una mancanza di possibilità, l’impossibilità di
cambiare la propria situazione…
Cerco
di parlare con tante persone diverse, cerco di essere il più ricettiva
possibile.
Più
passa il tempo e più mi rendo conto che le cose sono più difficili, non le si
può capire….e mi accorgo che le persone non vivono bene, hanno tante
difficoltà, ma sono piene di gioia, hanno una capacità di ridere, di
riflettere, di parlare, di sentirsi parte di una cosa, di prendersi le loro
responsabilità, incredibile!
Prendo
parte alle riunioni comunitarie, ai laboratori e osservo quello che
l’associazione sta facendo… cerca di far capire alle persone che le cose
possono cambiare, che hanno dei diritti e che se non prendono in mano il loro
destino, nessuno lo farà per loro…cerca di modificare la società partendo
proprio da essa, fa prevenzione.
E’
un processo lungo, lunghissimo, ma sono fiduciosa!
Insomma,
sono passati 2 mesi ed è giunto il momento di tornare a casa…sono sull’aereo e
di fianco ho un inglese (dai tratti e da come parla lo spagnolo, lo capisco),
cerco di parlare con lui e lui fa finta che io non ci sia, quando lo sfioro mi
fulmina con lo sguardo..ayayay sto tornando in Europa!!!!
In
Repubblica Dominicana tutte le persone sono aperte, ridono, parlano con
chiunque, ascoltano la musica ad altissimo volume sempre e comunque, ballano
dappertutto e tutti soprattutto….
Ora
Sono qui in Italia, in Lombardia, vicino a Milano: la patria degli orari, del
lavoro, del “devo correre perché se no non arrivo in tempo”… e mi sento strana!
Penso
di essere cambiata…quello che so è che prima di partire ero diventata cinica,
il mio mondo mi faceva schifo, odiavo tutto, guardavo il telegiornale e mi
arrabbiavo, sentivo parlare i “prodotti della tv italiana” e volevo spaccar
loro la faccia…ora, invece, non so perché, ho ripreso ad avere speranza, vedo
le cose da una prospettiva diversa: ora non etichetto le persone, o forse si,
ma non mi precludo la possibilità di conoscere una persona, solo perché la
pensa diversamente da me…
Questo
viaggio mi è servito tanto: è servito a Mirka cittadina Italiana per le ragioni
sopra citate e a Mirka persona perché è la prima volta nella mia vita (cavolo
21 anni!!!!!!!!) che mi sento fiera di me….
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